Il presidente del Bundesrat, l’organo legislativo che rappresenta i sedici Länder tedeschi a livello federale, il socialdemocratico Andreas Bovenschulte, ha contestato l’idea del cancelliere e leader cristianodemocratico Friedrich Merz di ridurre drasticamente il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (QFP) dell’Unione europea.
Secondo un recente articolo pubblicato da Reuters, il cancelliere tedesco avrebbe sostenuto con forza una drastica riduzione della proposta di QFP proposta ormai quasi un anno fa (il 16 luglio 2025) dalla Commissione europea, che prevede una dotazione di 2.000 miliardi di euro a prezzi correnti nell’arco di sette anni (compreso il rimborso dei fondi a debito erogati tramite il Next generation EU). Facendosi portabandiera dei Paesi frugali (Paesi Bassi, Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia e Germania), il leader della CDU starebbe valutando una richiesta di tagli pari a 400 miliardi di euro. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa tedesca dpa, questa non è ancora una posizione ufficiale del governo tedesco.
Interpellato in merito da un giornalista, secondo quanto riporta Welt, Bovenschulte ha dichiarato: “Penso che dobbiamo discuterne e parlarne”. L’esponente della SPD e capo del governo regionale di Brema ha espresso riserve sulle richieste del governo tedesco di tagli significativi al nuovo bilancio a lungo termine dell’UE. Pur essendo naturalmente responsabilità primaria del governo tedesco definire la politica estera del paese, il capo del governo regionale di Brema ha dichiarato a Bruxelles ai media tedeschi: “dal punto di vista dei Länder tedeschi, tuttavia, si tratta di una proposta difficile”.
Il bilancio dell’UE è una delle questioni politicamente più delicate a Bruxelles e toccherà alla presidenza di turno irlandese tentare di sciogliere i nodi che dividono i Paesi UE per far sì che si trovi la quadra entro il 2026 come auspicato dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. La posizione tedesca mostra un negoziato profondamente segnato dalla distanza tra chi vuole contenere la spesa e chi chiede maggiori fondi per difesa, innovazione, clima, sicurezza economica e sostegno all’Ucraina.
QFP 2028-2034, il Consiglio UE approva regole più semplici per i fondi di coesione
La precedente presidenza aveva fatto una proposta di “negotiating box” lo scorso 11 giugno, fornendo ai Paesi UE alcune cifre di massima, proponendo un taglio moderato del 2% alla proposta della Commissione e ribadendo le nuove priorità di spesa (difesa, energia e digitale), attirandosi però le critiche sia da parte dei Paesi frugali – con in testa Paesi bassi e Svezia – sia da parte del Parlamento UE e dei Paesi del cosiddetto gruppo degli “Amici della Coesione”, che richiedono invece un bilancio più espansivo e di non alterare i fondi di coesione e la Politica agricola comune.
Il bilancio pluriennale è finanziato principalmente da una quota del reddito nazionale lordo (RNL) degli Stati membri, con la Germania, in quanto maggiore economia dell’UE, che versa di gran lunga il contributo più consistente. Merz ha recentemente respinto sia la proposta della Commissione sia una proposta di compromesso attualmente sul tavolo, che prevede solo tagli minimi, ritenendole insufficienti.
Sul complesso punto della destinazione delle risorse, Bovenschulte ha dichiarato: “Non dobbiamo considerare il miglioramento della competitività e della coesione come concetti opposti”. Il presidente del Bundesrat ha sottolineato che una forte coesione sociale è essenziale per la competitività. “Senza di essa, l’Europa si disgregherà e non ci sarà più un’Unione europea competitiva”. Pertanto, ha criticato aspramente l’insufficiente allocazione di fondi alle politiche di coesione. Inoltre, il sindaco di Brema, Bovenschulte, ha auspicato una chiara voce in capitolo per le regioni in materia di bilancio, in particolare per quanto riguarda la distribuzione dei fondi.


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